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mercoledì 27 aprile 2022

PROGETTAZIONE AEC FLUSSO DI LAVORO BIM

 


Vorremmo in questo post  chiarire all’utente finale la differenza che c’è tra una modellazione  intelligente 3D, nota anche come modellazione AEC  di un manufatto architettonico, ottenuta con software dedicati che modellano secondo criteri di geometria parametrica, , rispetto ad un più articolato flusso produttivo organizzato, che vede appunto l’utilizzo dei suddetti software ma secondo ben precisi schemi operativi, con l’integrazione di altri prodotti informartici, e di progressivo sviluppo di una intera commessa quale prerogativa della progettazione digitale meglio nota come BIM

mercoledì 2 settembre 2020

ESTENSIONI DI BIM AUTHORING ALCUNI TOOLS AGGIUNTIVI PER AUTODESK REVIT



 

L’interfaccia grafica di Autodesk Revidi cui ormai è stata rilasciata da più di un mese nella release 2021.1 è gia da un po di anni arricchita da una serie di menu aggiuntivi relativi ad app o cosiddette extension installabili e scaricabili separatamente, 
talvolta gratuite, e di grande utilità ! finalizzate a fornire strumenti in più, rispetto ai normali comandi di modellazione, con vari obiettivi produttivi del tipo: modellazione territoriale ed Impiantistica, miglioramento del processo documentale ( drafting, msurazioni, impaginazione delle viste), semplificazione di  operazioni ripetitive, collegamento con database esterni, diagnosi energetiche, o semplici interfacce di collegamento per l’importazione in altri softwares del processo di lavorazione BIM. Vorremmo in questo breve post, descrivere, la natura di queste app rimarcando il fatto che non sono sempre tutte finalizzate ad offrire un ausilio produttivo, ma servono soprattutto al mercato delle IT a testare il grado di utilità e di successo di alcune soluzioni tecniche terze cosiddette thirty parts  presso gli utenti di Revit al fine di lanciare un nuovo prodotto vendibile poi separatamente.

giovedì 26 marzo 2020

IL FORMATO OPEN BIM IFC


Per formato open BIM o semplicemente formato aperto  come da terminologia presente nel codice degli appalti Dlgs n 50/2016 si intende un formato di file di modello 3D relativo ad un dato manufatto architettonico od infrastrutturale, interoperabile e cioè contenente tutti quei dati quantitativi (dimensioni, quantità di materiali che compongono l'oggetto, geometria etc.) e qualitativi (codice produttore, tipo, caratteristiche tecniche, resistenza al fuoco, wbs, etc.) leggibile da una determinata gamma di software di tipo BIM con svariati usi  e impieghi. La caratteristica principale del formato aperto  è che è uno standard di tipo descrittivo, non modificabile (o per lo meno  non lo dovrebbe essere) ma interrogabile per estrarne appunto quantità,  valutarne consistenza e qualità prestazionali dell’opera progettata.

domenica 14 gennaio 2018

LA PROGETTAZIONE IN BUILDING INFORMATION MODELING CON AUTOCAD

A molti utenti sembrerà un paradosso accostare la progettazione BIM all’utilizzo di Autocad essendo questo lo strumento per antonomasia legato alla progettazione tradizionale e  bidimensionale, ossia il più diretto erede del tavolo da disegno. Quando è   utilizzato come modellatore solido, i modelli hanno una grafica limitata, sono privi di informazioni,  e poco dinamici poichè le viste bidimensionali  ricavate,  piante prospetti  e sezioni, al cambiare del modello   non si aggiornano in maniera così immediata. Eppure si è più volte ribadito come la produzione in AutoCad o comunque con softwares  legati alle vecchie metodologie, quindi descritti da modello cartesiano, compare nelle fasi preliminari  un po' in tutti gli schemi sulla maturazione del BIM che ormai girano da anni in questa o quella direttiva nazionale di qualunque paese europeo che abbia adottato metodologie BIM. 

venerdì 9 dicembre 2016

IL BIM E LE POTENZIALITA' DEI CAD

All' entrata ormai in vigore delle normative che regolano gli appalti in BIM le fatidiche UNI  EN ISO  11373 2016  che regoleranno a partire da quest' anno gli appalti in BIM banditi da pubbliche amministrazioni per il controllo e la regolamentazione dei criteri di progettazione ed esecuzione e  dei progetti di edifici ed opere infrastrutturali, si continua confondere il metodo con gli strumenti. 
Infatti laddove il progetto in BIM deve coincidere per forza con l' utilizzo di Autodesk Revit , od Archicad od altri softwares che disegnano per oggetti, ci si chiede perchè una simile metodologia in Italia sia richiesta  sempre più per progetti di riqualificazione di emergenze storiche dove le geometrie irregolari ed una serie di indagini preliminari alla base dell' intervento rendono inefficace o quantomeno macchinoso e lacunoso l' utilizzo dei succitati softwares.

Si dimentica che alla base di Autodesk Revit per esempio è sempre esistito un processo integrato che non vede escluso in via definitiva il buon vecchio AutoCAD da sempre trasversale ad ogni forma di rappresentazione tecnica, non ricordo infatti che nelle campagne di vendita e promozione di tale software in tutti gli anni precedenti ed attualmente ancora con le suites,  non sia stato sempre abbinato ad AutoCAD  sia esso full, light, Architecture, o Civil 3D. Inoltre nel processo BIM in fase  di WIP (work in progress) ad anche  escutiva  ossia di elaborazione di dettagli , l' AutoCAD o genericamente CAD  è ancora ampiamente citato e quindi regolamentato. Inoltre lo stesso Revit ha metodi di quantificazione che passano per famiglie locali e parametri condivisi che permettono  di configurare ed elaborare quantità ed informazioni anche di edifici storici o manufatti restituiti diciamo  per ''trilaterazione''; certo le nuvole di punti ora come ora servono più a contestualizzare un intervento con tecnologie BIM , piuttosto che a determinarne segmenti produttivi reali.






















In ogni caso, lo si è visto con il nuovo codice degli appalti di quest' estate 2016 ,  l' elaborato finale  oramai in Italia sarà sempre demandato al formato standard di interscambio IFC (Industrial fundation class ) quello cioè che porta con se dati qualitativi 
e quantitativi di progetto penalizzando alla fine un pò tutte le interfacce.
Occorre pertanto a mio avviso provare ad avere un atteggiamento diverso , più allineato con quanto si va profilando nei prossimi anni nel settore degli appalti pubblici .
Utilizzare cioè una combinazione di interfacce integrate , e quindi non solo il software BIM prediletto , ma il modellatore 3D, anche di tipo computazionale (Rhinoceros, Dynamo) il costruttore di dati (Archicad, Revit, Bentley, Bim, Allplan,) , il disegnatore di dettagli 2D (Autocad, Microstation etc)  il  gestore di fasi  ed importi di realizzazione ad esse connesse (Naviswork ,  od ancora Bentley BIM, ) il tutto in una piattaforma di condivisione caratterizzata da ampie reti e cloud ormai più o meno implementate da tutte le softwarehouse...............



sabato 7 maggio 2016

Sempre parametri !!! ma chi l' ha detto ..famiglie di componenti locali e famiglie caricabili

L 'ambiente di modellazione di  Revit  così metodico e basato su piani di riferimenti ,vincoli , parametri, o parametri condivisi  ci lascia un po interdetti , poichè ci spinge sempre verso la creazione di elementi performanti, seriali, riutilizzabili e quindi pieni di informazioni. Chi si avvicina a modellare con queste logiche sotto la pressione di creare un elemento funzionante, infallibile in tutte le situazioni di hosting,  in cui viene impiegato,  fa fatica ad usare i cosiddetti componenti locali,
 cioè modelli non condivisibili con altri files, spendibili solo nel disegno corrente, ma modellati in esso, operando cioè nello spazio progettato, e non in una interfaccia di modellazione differente, come  appunto quella delle famiglie. Si pensi alla riproduzione di una sedia di autore,

 di quali parametri si può mai parlare ? (eppure su Smartbim qualcuno pur le propose anni fa.)......od in un progetto di riconfigurazione di uno spazio residenziale, dove cioè non è necessario usare arredi parametrici da esposizione o vendita  come in un McDonald....ma arredamento fatto di controsoffittature curvilinee e volumetriche  con soluzioni illuminotecniche particolari , mensole ritagliate su

 vuoti tra muri e pilastri ........ di quali parametri ha bisogno chi fa ancora quel mestiere che una volta si chiamava .... architetto .

sabato 26 dicembre 2015

Rappresentazione e disegno delle pavimentazioni

Nella versione in Italiano dell' interfaccia di Revit il comando pavimenti serve per disegnare gli elementi orizzontali intermedi  intesi come solai, e quindi rappresenta la traduzione inesatta di quello che dovrebbe essere il comando per disegnare i solai indicati appunto nella versione originale, floors . Oltretutto nell' oggetto grafico disegnato, i pavimenti rappresentano semmai  il materiale dello strato superiore in una tipologia di pacchetto solaio in cui lo strato di  finitura nella parte superiore  ci restituirebbe attraverso il  computo dei materiali "pavimenti" appunto la quantità in mq . Tuttavia con l' utilizzo di un pacchetto di solaio univoco ad es. di tipo latero cementizio, o in legno o in lamiera grecata con successivo getto e pavimentazione sospesa, disegnato per tutta l' estensione del livello di un edificio, non è possibile rappresentare le eventuali differenti pavimentazioni presenti nei vari ambienti, perchè applicare porzioni di solaio di stratigrafie differenti in ogni ambiente,  delimitate quindi dai muri genererebbe delle inesattezze di rappresentazione e di quantità , in una parola un progetto sbagliato. Ribadito ormai più volte che adoperiamo  Revit per ottenere oltre che un disegno ben rappresentato anche le caratteristiche qualitative e quantitative esatte del progetto, occorre ancora una volta adoperare più tempo ed impegno per applicare una metodologia corretta idonea per ottenere una rappresentazione corretta,
Vi sono due metodi per quantificare il pavimento  uno più veloce, che sfrutta le proprietà dei "locali"  o rooms, ed un altro più lungo ma sicuramente esatto in cui si definisce una tipologia di solaio rustico  ed ulteriori  tipologie di solaio secondarie costituite dal solo massetto e materiale di finitura  superiore,  posata in opera in ogni ambiente .

1 Metodo : Definizione di tipo di pavimentazione  attraverso i locali

E' questa una metodologia ovviamente più sbrigativa, che sfrutta il posizionamento dei locali logici definiti per ogni ambiente, con lo scopo di graficizzare volume, perimetro, e superficie , ma anche altre proprietà, come funzioni , destinazioni d' uso, finitura dei controsoffitti , dei muri , ed appunto dei pavimenti . ciò  avviene attraverso le opportune etichette di locale ed  attraverso le leggende  di riempimento colore tradotte schemas. 

Il tipo di finitura di pavimentazione  per ogni  locale va precisato nel campo presente nel menu proprietà dei locali , e definendo poi un nuovo schema colori , in cui un colore o motivo di tratteggio  viene attribuito ad una precisa tipologia di pavimentazione e riportato nella legenda . volendo si può agire nella grafica di riempimento del locale con un retino che simula il tipo di pavimentazione , tuttavia deve essere un tratteggi di sistema scalabile presente nel modello , perchè  quelli cosiddetti personalizzati non possono essere adoperati nello schema dei locali. Le stesse quantità saranno inoltre riportate nell' abaco dei locali a scopi computistici ossia definizione di costo al mq,  superficie utile , lorda , affittata,  commerciale, etc.

Metodo : creazione  di tipi di pavimenti e disegno in sovrapposizione.

Dal punto di vista computistico ed in termini di metodologia  BIM rappresenta il metodo più corretto poichè consiste nel disegnare la stratigrafia di solaio cosiddetto rustico, ossia la sola struttura comune a tutto il piano, per tutta l'estensione del perimetro (interno od esterno)  dell' edificio, ed aggiungendo in ogni ambiente la porzione di pavimento  compresa fra le tramezzature, costituita dal solo massetto di sottofondo e supporto superiore, piastrelle, parquet, moquet, linoleum , etc.

elenco delle tipologie create
    
pavimeti soprapposti

 Dal punto di vista spaziale, il pavimento inferiore, ossia quello rustico, va sfalsato inferiormente di una quantità pari allo strato superiore di finitura, Eventuali forature per tubazioni o scale converrà ottenerle con i cavedi, perchè disegnare asole nel solaio può risultare notevolmente più laborioso.
Inoltre il tratteggio di superficie attribuito al materiale superiore di finitura può anche essere del tipo personalizzato per riprodurre una trama adatta alla tipologia di pavimento. Dal punto di vista delle quantità gli abachi , riportano la metroquadratura reale di utilizzo di ogni tipologia senza apprezzabili sfridi. Infine con questo metodo è risolto ogni problema di prospettiva fotorealistica senza ricorrere a decalcomanie per simulare pavimentazioni, salvo il caso di mosaici o pavimentazioni particolari che necessitano dell' utilizzo di immagini fotografiche specifiche.    


Esecutivo con tratteggi personalizzati


domenica 4 ottobre 2015

Le Stratigrafie dei muri



A quanti nuovi utenti di Revit  è capitato di dover riprodurre con Revit delle rappresentazioni di pacchetti murari multistrato presenti in qualche progetto di ristrutturazione o di nuova edilizia o semplicemente restituire questi ultimi  riproponendo il disegno su base Autocad inserito  o collegato in quel livello specifico, in cui magari è stato calcolato, risolto e rappresentato il ponte termico intorno al pilastro in c.a.. Un vero strazio! si è  pensato, questo programma è macchinoso! e non funziona!!. Con Autocad bastano pochi offset e tratteggi in polilinee chiusi e il problema è risolto; invece Revit impone la modifica continua dei layers della stratigrafia in maniera statica, ed  anche disabilitando i giunti o inserendo i pilastri architettonici insieme a quelli strutturali  rimangono rigidi immodificabili pur  giocando  con le campiture e  barando quindi nelle reali quantità, facendo così decadere lo scopo di utilizzo della tecnologia  Bim.
In effetti  è possibile ripetere  e/o riprogettare qualsiasi soluzione geometrica semplicemente tenendo sempre presenti due principi base:
1) Controllare sempre il grado di priorità assegnato allo strato/layer (struttura, substrato, strato termico, finitura etc.)
2) Tenere presente che Revit conteggia le quantità automaticamente, e quindi creare tutte le stratigrafie necessarie composte anche da uno  o due soli elementi ( mattone ed isolamento, solo isolamento ) che compaiono nella stratigrafie principali , di tamponamento o di divisione interna .

giunto d'angolo con AutoCad

giunto d'angolo con Rervit























Può sembrare che questo approccio sia di gran lunga più laborioso di AutoCad per il continuo passaggio nel pannello delle stratigrafie in cui reimpostare e salvare le tipologie di pacchetti necessari a risolvere il giunto, tuttavia facendo un pò la mano a questa operazione e collezionando col tempo le situazioni tipo che potrebbero verificarsi, come  se si tendesse a riprodurre tutte le soluzioni riscontrabili nell' abaco dei ponti termici,  poi si rende il processo sempre più snello ed automatizzato ottenendo l' indubbio vantaggio di veder computato negli abachi delle quantità muro l' esatto ammontare in mc o mq  delle quantità corrispondenti alla struttura, agli strati termici ed alla quantità di finitura, intonaco, e/o mattone a faccia vista o rivestimento, nelle murature da rappresentare, ciò anche laddove compare geometria solida integrata con la sezione di quest'ultimi .




Ricordarsi sempre che l' obbiettivo non è solodi natura meramente grafica e rappresentativa, ma che tutto quello che si rappresentata deve potere essere computato e riletto nella reportistica di scheduling o eventualmente importata inexcel o in Quantification di Naviswork.

giovedì 23 luglio 2015

La modellazione tridimesionale

Ok c'è bisogno di una rappresentazione tridimensionale del progetto , allora adopero Revit.
Pensare in questi termini è tremendamente riduttivo! Il controllo tridimensionale è il risultato finale di una scelta qualitativa di elementi progettuali pensati per  la risposta a determinati requisiti funzionali ed estetici, ma  soprattutto nella gestione di tutte le informazioni .

Ogni  pilastro, muro, porta, finestra, ha dei requisiti qualitativi che rispondono a delle esigenze progettuali ben precise ed insieme restituiscono oltre che una visione estetica ed una analisi quantitativa e qualitativa del progetto consentendo tutte le scelte produttive che girano intorno alla realizzazione dello stesso.
Pertanto gli oggetti per quanto rifiniti , nella forma e nei materiali hanno in se delle caratteristiche che servono nel processo gestionale , descrittivo e computistico,  i più possono avere una serialità nel passaggio delle forme assumendo dimensioni che poi vengono tabellate in tipi.