domenica 14 gennaio 2018

LA PROGETTAZIONE IN BUILDING INFORMATION MODELING CON AUTOCAD

A molti utenti sembrerà un paradosso accostare la progettazione BIM all’utilizzo di Autocad essendo questo lo strumento per antonomasia legato alla progettazione tradizionale e  bidimensionale, ossia il più diretto erede del tavolo da disegno. Quando è   utilizzato come modellatore solido, i modelli hanno una grafica limitata, sono privi di informazioni,  e poco dinamici poichè le viste bidimensionali  ricavate,  piante prospetti  e sezioni, al cambiare del modello   non si aggiornano in maniera così immediata. Eppure si è più volte ribadito come la produzione in AutoCad o comunque con softwares  legati alle vecchie metodologie, quindi descritti da modello cartesiano, compare nelle fasi preliminari  un po' in tutti gli schemi sulla maturazione del BIM che ormai girano da anni in questa o quella direttiva nazionale di qualunque paese europeo che abbia adottato metodologie BIM. 

venerdì 15 dicembre 2017

IL BIM PER LA PROGETTAZIONE CIVILE

Si è più volte affermato nel corso dei nostri articoli che la metodologia Bim fin dalle origini è stata concepita soprattutto per venire incontro alle esigenze gestionali delle opere di interesse pubblico nelle quali il controllo dei costi e delle tempistiche di realizzazione investono interesse di tipo strategico. In particolare In gran Bretagna nazione capofila nella proposizione del Bim perchè gia dal 2011 ha avviato la UK bim public strategy per portare l‘utlizzo del bim ad un  livello di maturazione che comportasse già la perfetta interoperabilità tra tecnologie e formati aperti di interscambio si è sempre posta una netta distinzione operativa tra il bim applicato alle opere infrastrutturali ed applicato alla realizzazione di un edificio.

domenica 28 maggio 2017

DIFFERENZE TRA COLLEGAMENTO E CONDIVISIONE

Un progetto complesso in Bim , per la natura delle informazioni legate alle varie parti che lo compongono,  tra di loro differenziate sia per i tempi di realizzazione (fasi temporali) sia perché riferite a differenti modelli da sottoporre al committente (varianti di progetto), per il numero di persone e tecnici che vi prendono parte e per la delocalizzazione degli stessi,  è di solito costituito da più files che condividendo una comune piattaforma ( Common Data Environment ) prima di iniziare il vero e proprio sviluppo, deve talvolta essere fisicamente separato  o meglio generato da singole parti.

venerdì 17 febbraio 2017

I DETTAGLI STRUTTURALI

Non è ancora molto diffuso l’ approccio metodologico  relativo alla modellazione di una struttura in Revit. Si tende cioè a guardare l’aspetto grafico dei componenti e la loro coerenza di rappresentazione ai fini di una impaginazione e presentazione, in pratica lo stesso rigore legato alla progettazione Architettonica, non accettando per lo meno nell’ immediato che la finalità primaria è quella di descrivere invece un modello di calcolo spaziale che porti a dimensionare correttamente gli elementi strutturali.
Indubbiamente la possibilità di creare un dettaglio grafico in revit structure o meglio in un template di partenza strutturale esiste ugualmente , tutte le regole legate ai modelli di viste, all’ utilizzo dei componenti di dettaglio da impaginare in tavole dedicate è analoga perchè comunque il software è lo stesso  e gli oggetti sono i medesimi. Tuttavia nell’ottica della pura rappresentazione di dettagli strutturali di nodi, carpenterie metalliche, e armature di travi, pilastri e fondazioni possono essere disegnati anche nei modelli di progetto architettonici, senza necessariamente utilizzare un template strutturale . Se esistono oggetti grafici tridimensionali classificati come strutturali,  che quindi hanno proprietà legate ai materiali, ai copriferro delle armature ed alla loro funzione in una intelaiatura  (portante, collegamento, muro resistente a taglio, etc) e ad esempio precise visualizzazioni grafiche  dette analitiche che semplificano una colonna strutturale in una linea blu ed una trave in una linea arancione al fine di schematizzare gli elementi in un telaio tridimensionale , ciò è perchè tali oggetti costituiranno una struttura calcolabile e quindi dimensionabile in un preciso software di calcolo.

Dunque quando si disegna una struttura si tiene conto della forma, materiale, collegamento e dimensionamento degli elementi. Non del dettaglio, nodo, componenti, e grafica dei suddetti. Non a caso già nel template strutturale potrei posizionare carchi e vincoli che mi simulano un modello fisico i cui sforzi e diagrammi  potrebbero orientativamente essere  forniti dalla stessa analisi strutturale on line di Revit. Tuttavia meglio gli aspetti fisici risolverli nelle sedi opportune, ossia nel solutore esterno. Altro aspetto metodologico a riprova di quanto affermato, è il fatto che una struttura viene sviluppata sulla forma e dimensione del progetto architettonico che deve essere già stato creato dimensionato, e che pertanto i dettagli della struttura sono già stati pensati e magari rappresentati provvisoriamente….perchè è il calcolo strutturale a dimensionarli !!

venerdì 9 dicembre 2016

IL BIM E LE POTENZIALITA' DEI CAD

All' entrata ormai in vigore delle normative che regolano gli appalti in BIM le fatidiche UNI  EN ISO  11373 2016  che regoleranno a partire da quest' anno gli appalti in BIM banditi da pubbliche amministrazioni per il controllo e la regolamentazione dei criteri di progettazione ed esecuzione e  dei progetti di edifici ed opere infrastrutturali, si continua confondere il metodo con gli strumenti. 
Infatti laddove il progetto in BIM deve coincidere per forza con l' utilizzo di Autodesk Revit , od Archicad od altri softwares che disegnano per oggetti, ci si chiede perchè una simile metodologia in Italia sia richiesta  sempre più per progetti di riqualificazione di emergenze storiche dove le geometrie irregolari ed una serie di indagini preliminari alla base dell' intervento rendono inefficace o quantomeno macchinoso e lacunoso l' utilizzo dei succitati softwares.

Si dimentica che alla base di Autodesk Revit per esempio è sempre esistito un processo integrato che non vede escluso in via definitiva il buon vecchio AutoCAD da sempre trasversale ad ogni forma di rappresentazione tecnica, non ricordo infatti che nelle campagne di vendita e promozione di tale software in tutti gli anni precedenti ed attualmente ancora con le suites,  non sia stato sempre abbinato ad AutoCAD  sia esso full, light, Architecture, o Civil 3D. Inoltre nel processo BIM in fase  di WIP (work in progress) ad anche  escutiva  ossia di elaborazione di dettagli , l' AutoCAD o genericamente CAD  è ancora ampiamente citato e quindi regolamentato. Inoltre lo stesso Revit ha metodi di quantificazione che passano per famiglie locali e parametri condivisi che permettono  di configurare ed elaborare quantità ed informazioni anche di edifici storici o manufatti restituiti diciamo  per ''trilaterazione''; certo le nuvole di punti ora come ora servono più a contestualizzare un intervento con tecnologie BIM , piuttosto che a determinarne segmenti produttivi reali.






















In ogni caso, lo si è visto con il nuovo codice degli appalti di quest' estate 2016 ,  l' elaborato finale  oramai in Italia sarà sempre demandato al formato standard di interscambio IFC (Industrial fundation class ) quello cioè che porta con se dati qualitativi 
e quantitativi di progetto penalizzando alla fine un pò tutte le interfacce.
Occorre pertanto a mio avviso provare ad avere un atteggiamento diverso , più allineato con quanto si va profilando nei prossimi anni nel settore degli appalti pubblici .
Utilizzare cioè una combinazione di interfacce integrate , e quindi non solo il software BIM prediletto , ma il modellatore 3D, anche di tipo computazionale (Rhinoceros, Dynamo) il costruttore di dati (Archicad, Revit, Bentley, Bim, Allplan,) , il disegnatore di dettagli 2D (Autocad, Microstation etc)  il  gestore di fasi  ed importi di realizzazione ad esse connesse (Naviswork ,  od ancora Bentley BIM, ) il tutto in una piattaforma di condivisione caratterizzata da ampie reti e cloud ormai più o meno implementate da tutte le softwarehouse...............



giovedì 8 settembre 2016

PROGETTAZIONE STRUTTURALE CON REVIT

Da qualche tempo ho cominciato ad occuparmi di disegno di strutture , cioè ho trasferito le mie esperienze pregresse di  esecutivista e computista di strutture, maturate  ahimè già un po di tempo fa prima della diffusione del BIM , coniugandole con quelle di  utilizzatore ancor prima che  docente di Revit .  E' bene chiarire che per coloro che non avendo avuto modo di approcciare a questa tecnologia , ritenengono che evidentemente sia possibile fare tutto in Revit quindi anche i calcoli strutturali , Revit è in ogni caso un software di progettazione grafica e computistica , nella accezione specifica  del BIM , Nonostante sia possibile aggiungere , vincoli , carichi e combinazioni di quest'ultimi , il modello deve essere  calcolato con opportuni solutori  che per quanto concerne i prodotti Autodesk è Robot Structural  analisys, potente software di calcolo in gradi di calcolare varie geometrie strutturali , telai bi tridimensionali , strutture a guscio vasche  etc.ma anche  altri softwares di calcolo più noti , come Sap, Sismicad, Midas ed altri, questo perche il calcolo di forme e quantità del ferro vengono da criteri di calcolo connessi direttamente alle normative internazionali .
Una volta noti sforzi solecitazioni e quindi   quantità di ferro derivanti da i diagrami calcolati  in Revit  structure saranno scelte e caricate le  di sezioni reagenti in acciaio per la corretta  progettazione di strutture in acciaio o  di geometrie di armature a taglio e osforzo normale   per la progettazione in C.A ( Renforced Concrete).

Pertanto  la metodologia,  comporta il  partire da un progetto in un modello strutturale ossia un ambiente con impostazioni predefinite per disegnare le strutture:
  1. tipi ed  impostazioni di viste, 
  2. livello di dettaglio, 
  3. simbologie

 oppure più frequentemente,  collegare in esso un modello architettonico disegnato in Revit Architecture , cioe famiglie di elementi architettonici,  dicui vengono poi fisicamente importati le sole parti portanti, nel suddetto modello strutturale. In particolare negli ultimi anni oltre ai programmi di calcolo che ci restituiscono quantità e caratteristiche delle strutture , si sono andate diffondendo delle plugin e programmi terze parti in grado di gestire le grosse moli di lavoro che comporta il  disegnare grandi strutture intelaiate in acciaio proponendo una preassemblaggio attraverso schemi strutturali  che aggregano  travi , controventi , e sistemi di travi all' interno di pilastrate estese in orizzontale o verticale. e assemblando complesse connessioni strutturali nei nodi o in fondazione fatte di piastre nervature, bullonature , tirafondi , tutte cioè famiglie da combinare che per poi  riportarle  in abachi di viste di dettaglio , e  computare.

Nel caso della progettazione in c.a.  la necessità di armare in maniera automatica, secondo schemi ripetitivi, tuttavia  localmente modificabili con rinforzi specifici, grandi intelaiature costituite da plinti, cordoli di fondazione, travi e pilastri, distribuite su più impalcati, obbliga ad integrare il progetto strutturale con   software come  Sofistik,  Tekla , ed altri. Tali interfacce aggiungono criteri di calcolo attraverso  stress analysis per disegnare e proporzionare  elementi strutturali  in acciaio e cemento armato,ed inoltre aiutano nella creazione di distinte di ferri e tabelle, elaborazioni che  altrimenti fatte nel semplice ambiente di disegno di Revit structure sarebbero lunghe e  più macchinose. scegliendo diametri , distanze di copriferro , tipi e geometrie di armature ed impostazioni di visualizzazione per generare viste di dettaglio , abachi , tabelle, piante e sezioni strutturali etc.
                                                 
 E' evidente che, stante la comune base metodologica, tridimensionale, per viste, per livello di dettaglio,degli oggetti la progettazione strutturale va distinta tra quelle che sono le mere esigenze di rappresentazione, e le impostazioni di un modello di calcolo che passa per il cloud Autodesk 360, fornendo risultati generali ed indicativi, e necessariamente prima di tutto, per i solutori precedentemente mensionati, in grado di fornire analisi sismiche e comportamenti della struttura.
 Si tratta comunque di tecnologie in perenne evoluzione, con l' inserimento di nuovi strumenti  che passano per la computazione  concettuale attraverso Dynamo  per gestire la quantificazione di geometrie adattive complesse.





sabato 14 maggio 2016

IL BIM EXECUTION PLAN ed I BIM PROTOCOL..........

Il grande dibattito a cui si sta assistendo negli ultimi tempi per cui si parla nei portali di edilizia e nel grande numero di dibattiti e  conferenze indette un po in tutta Italia  da associazioni  di categoria, ordini professionali circa l' utilizzo delle tecnologie BIM negli appalti pubblici, parte dallo sforzo che si sta facendo da qualche anno in Europa sul dotarsi di una normativa BIM europea  in seguito alla legge sui lavori pubblici Europea del febbraio 2014 che invita i paesi membri a promuover e rendere obbligatorio il BIM per i lavori pubblici entro la fine del 2016.  
Ma quali sono gli strumenti normativi con cui si opera in America , in UK ed in generale nelle nazioni dove l' esperienza è gia consolidata? 

Il BIM Execution Plan 
Rappresenta  un insieme di direttive tecniche e procedure  finalizzate a definire procedure standardizzate per i vari ruoli, responsabilità e compiti specifici di ogni membro del team coinvolto nel progetto e che parte ovviamente da quelle che sono le caratteristiche e le potenzialità dei softwares  BIM  . IL BEP pertanto è inteso come un disciplinare tecnico annesso ad un contratto o incarico  regolarmente sottoscritto tra le parti, e pertanto in linee generali  comprende :
Informazioni generali di progetto ( matrici di informazioni, sui soggetti  )
- Utilizzo delle metodologie BIM (tipo di softwares)
- Tecniche e processi legati alla progettazione (fasi , visualizzazione  )
- Scambio di informazioni  (procedure di condivisione di dati )
- Specifiche tecniche dei dati ( nomenclature e formati dei files )
- Procedure di collaborazione (tecnologie informatiche , reti , servers etc)
- Modello strutturato (compiti , progetto, costi , specifiche tecniche  futuribili)
Il BEP in genere è  elaborato a titolo di  consulenza svolto dalle università americane o da comitati  tecnici costituiti di costruttori, studi di architettura ed ingegneria  etc… ed  è  proposto appunto ad enti governativi, forze armate,  agenzie a carattere nazionale, che se ne servono per regolamentare  e disciplinari gli incarichi affidati a terzi.




la direttiva Inglese  PSA 1192 PS-2
                     




I BIM Protocol
Rappresentano pertanto procedure e direttive incluse in un BEP o megli a cui un BIM Execution plan deve conformarsi  e rispetto allo schema appena mostrato si collocano nella fase di processo pertanto fanno espressamente riferimento a procedure legate ai comandi di  precisi softwares BIM .In gran Bretagna ne esistono 3 , legati a  procedure standardizzate da utilizzarsi se si adopera , Revit  Archicad ed  VectorWork e danno prescrizioni relativamente a  :

§Il tipo di BEP a cui far rifemento
§Modalità di condivisione dei progetti
§Interoperabilità dei files
rappresentazione degli oggetti in rapporto alle fasi di approfondimento del progetto 
§Percorsi e delle cartelle all’ interno dei server  relativamente alle fasi di lavorazione
§Fomati e sigle dei files
§Ruoli e funzioni delle figure professionali coinvolte
 Modulistica e check list relativamente alle fasi di lavorazione di un progetto . 
i level of detail definiti da UK Bim Protocol 2.0

         In attesa che siano  sistematizzati strumenti  analoghi  e varata una pratica prevista dalla legge sui lavori pubblici che nella sue emanazione più recente risulta peraltro ancora in alto mare , per l' oggettiva impreparazione delle pubbliche amministrazioni a recepire progetti redatti su piattaforme integrate, le varie commissioni nominate  e gli addetti ai lavori studiano strumenti che consentano di portare anche il nostro paese nel consapevole utilizzo di strumenti di controllo della progettazione così innovativi.


sabato 7 maggio 2016

Sempre parametri !!! ma chi l' ha detto ..famiglie di componenti locali e famiglie caricabili

L 'ambiente di modellazione di  Revit  così metodico e basato su piani di riferimenti ,vincoli , parametri, o parametri condivisi  ci lascia un po interdetti , poichè ci spinge sempre verso la creazione di elementi performanti, seriali, riutilizzabili e quindi pieni di informazioni. Chi si avvicina a modellare con queste logiche sotto la pressione di creare un elemento funzionante, infallibile in tutte le situazioni di hosting,  in cui viene impiegato,  fa fatica ad usare i cosiddetti componenti locali,
 cioè modelli non condivisibili con altri files, spendibili solo nel disegno corrente, ma modellati in esso, operando cioè nello spazio progettato, e non in una interfaccia di modellazione differente, come  appunto quella delle famiglie. Si pensi alla riproduzione di una sedia di autore,

 di quali parametri si può mai parlare ? (eppure su Smartbim qualcuno pur le propose anni fa.)......od in un progetto di riconfigurazione di uno spazio residenziale, dove cioè non è necessario usare arredi parametrici da esposizione o vendita  come in un McDonald....ma arredamento fatto di controsoffittature curvilinee e volumetriche  con soluzioni illuminotecniche particolari , mensole ritagliate su

 vuoti tra muri e pilastri ........ di quali parametri ha bisogno chi fa ancora quel mestiere che una volta si chiamava .... architetto .

sabato 26 dicembre 2015

Rappresentazione e disegno delle pavimentazioni

Nella versione in Italiano dell' interfaccia di Revit il comando pavimenti serve per disegnare gli elementi orizzontali intermedi  intesi come solai, e quindi rappresenta la traduzione inesatta di quello che dovrebbe essere il comando per disegnare i solai indicati appunto nella versione originale, floors . Oltretutto nell' oggetto grafico disegnato, i pavimenti rappresentano semmai  il materiale dello strato superiore in una tipologia di pacchetto solaio in cui lo strato di  finitura nella parte superiore  ci restituirebbe attraverso il  computo dei materiali "pavimenti" appunto la quantità in mq . Tuttavia con l' utilizzo di un pacchetto di solaio univoco ad es. di tipo latero cementizio, o in legno o in lamiera grecata con successivo getto e pavimentazione sospesa, disegnato per tutta l' estensione del livello di un edificio, non è possibile rappresentare le eventuali differenti pavimentazioni presenti nei vari ambienti, perchè applicare porzioni di solaio di stratigrafie differenti in ogni ambiente,  delimitate quindi dai muri genererebbe delle inesattezze di rappresentazione e di quantità , in una parola un progetto sbagliato. Ribadito ormai più volte che adoperiamo  Revit per ottenere oltre che un disegno ben rappresentato anche le caratteristiche qualitative e quantitative esatte del progetto, occorre ancora una volta adoperare più tempo ed impegno per applicare una metodologia corretta idonea per ottenere una rappresentazione corretta,
Vi sono due metodi per quantificare il pavimento  uno più veloce, che sfrutta le proprietà dei "locali"  o rooms, ed un altro più lungo ma sicuramente esatto in cui si definisce una tipologia di solaio rustico  ed ulteriori  tipologie di solaio secondarie costituite dal solo massetto e materiale di finitura  superiore,  posata in opera in ogni ambiente .

1 Metodo : Definizione di tipo di pavimentazione  attraverso i locali

E' questa una metodologia ovviamente più sbrigativa, che sfrutta il posizionamento dei locali logici definiti per ogni ambiente, con lo scopo di graficizzare volume, perimetro, e superficie , ma anche altre proprietà, come funzioni , destinazioni d' uso, finitura dei controsoffitti , dei muri , ed appunto dei pavimenti . ciò  avviene attraverso le opportune etichette di locale ed  attraverso le leggende  di riempimento colore tradotte schemas. 

Il tipo di finitura di pavimentazione  per ogni  locale va precisato nel campo presente nel menu proprietà dei locali , e definendo poi un nuovo schema colori , in cui un colore o motivo di tratteggio  viene attribuito ad una precisa tipologia di pavimentazione e riportato nella legenda . volendo si può agire nella grafica di riempimento del locale con un retino che simula il tipo di pavimentazione , tuttavia deve essere un tratteggi di sistema scalabile presente nel modello , perchè  quelli cosiddetti personalizzati non possono essere adoperati nello schema dei locali. Le stesse quantità saranno inoltre riportate nell' abaco dei locali a scopi computistici ossia definizione di costo al mq,  superficie utile , lorda , affittata,  commerciale, etc.

Metodo : creazione  di tipi di pavimenti e disegno in sovrapposizione.

Dal punto di vista computistico ed in termini di metodologia  BIM rappresenta il metodo più corretto poichè consiste nel disegnare la stratigrafia di solaio cosiddetto rustico, ossia la sola struttura comune a tutto il piano, per tutta l'estensione del perimetro (interno od esterno)  dell' edificio, ed aggiungendo in ogni ambiente la porzione di pavimento  compresa fra le tramezzature, costituita dal solo massetto di sottofondo e supporto superiore, piastrelle, parquet, moquet, linoleum , etc.

elenco delle tipologie create
    
pavimeti soprapposti

 Dal punto di vista spaziale, il pavimento inferiore, ossia quello rustico, va sfalsato inferiormente di una quantità pari allo strato superiore di finitura, Eventuali forature per tubazioni o scale converrà ottenerle con i cavedi, perchè disegnare asole nel solaio può risultare notevolmente più laborioso.
Inoltre il tratteggio di superficie attribuito al materiale superiore di finitura può anche essere del tipo personalizzato per riprodurre una trama adatta alla tipologia di pavimento. Dal punto di vista delle quantità gli abachi , riportano la metroquadratura reale di utilizzo di ogni tipologia senza apprezzabili sfridi. Infine con questo metodo è risolto ogni problema di prospettiva fotorealistica senza ricorrere a decalcomanie per simulare pavimentazioni, salvo il caso di mosaici o pavimentazioni particolari che necessitano dell' utilizzo di immagini fotografiche specifiche.    


Esecutivo con tratteggi personalizzati


mercoledì 11 novembre 2015

La Pianificazione 4D

Nello spirito della progettazione integrata, si è andato sviluppato un meccanismo di controllo delle varie fasi realizzative di un progetto, attraverso la rappresentazione del modello tridimensionale animato che mostra l' evoluzione del cantiere nel tempo indicando  come in determinati step prefissati l' edificio viene costruito, e come varia l' organizzazione dell'impianto di cantiere in risposta alle  esigenze di monitorare l'integrazione degli impianti con la struttura. Ciò consente anche di visualizzare il processo organizzativo legato alla sicurezza  ed al coordinamento della stessa.


In particolare questa metodologia si è andata diffondendo  soprattutto per le valutazioni di fattibilità legati alle procedure concorsuali ed alle gare di progettazione .
Gli strumenti per attuare questa funzionalità sono offerti da vari softwares ma la peculiarità sta nel fatto che non è un semplice processo di animazione tridimensionale e di rendering elaborato, ma le immagini sono collegate al dato temporale e quantitativo ....ossia.......al crescere del cantiere vengono calcolate quantità e costi associati ad ogni fase, in maniera da conoscere l' impegno di spesa sostenuto fino a quel determinato punto.

Vista fotorealistica
progetto Bim
     
Il software che in particolare organizza il dato importato magari da Microsoft Project, o da  Excel per parlare di applicazionipiù comuni e diffuse , ma anche da Primavera associando le righe del suo cosiddetto "timeliner" alle singole parti del modello solido che può essere anche un semplice tridimensionale modellato con AutoCAD, va sotto il nome di Naviswork Manager, ossia il prodotto reperibile soltanto nella Building Suite ultimate  di  Autodesk e non distribuito  singolarmente.
Ovviamente se il modello collegato è un modello BIM ossia creato con Revit  che quindi  porta con se tutti i dati quantitativi, sarà possibile  associare alle righe di cronoprogramma  anche il computo dei materiali relativi agli oggetti che figurano nelle fasi e quindi come sommatoria calcolata  fino alla ultima fase sviluppata. Questa operazione va sotto il nome di "Quantification " o già  "take off"  ed è più assimilabile a quell' elaborato noto come sommario lavori .


domenica 4 ottobre 2015

Le Stratigrafie dei muri



A quanti nuovi utenti di Revit  è capitato di dover riprodurre con Revit delle rappresentazioni di pacchetti murari multistrato presenti in qualche progetto di ristrutturazione o di nuova edilizia o semplicemente restituire questi ultimi  riproponendo il disegno su base Autocad inserito  o collegato in quel livello specifico, in cui magari è stato calcolato, risolto e rappresentato il ponte termico intorno al pilastro in c.a.. Un vero strazio! si è  pensato, questo programma è macchinoso! e non funziona!!. Con Autocad bastano pochi offset e tratteggi in polilinee chiusi e il problema è risolto; invece Revit impone la modifica continua dei layers della stratigrafia in maniera statica, ed  anche disabilitando i giunti o inserendo i pilastri architettonici insieme a quelli strutturali  rimangono rigidi immodificabili pur  giocando  con le campiture e  barando quindi nelle reali quantità, facendo così decadere lo scopo di utilizzo della tecnologia  Bim.
In effetti  è possibile ripetere  e/o riprogettare qualsiasi soluzione geometrica semplicemente tenendo sempre presenti due principi base:
1) Controllare sempre il grado di priorità assegnato allo strato/layer (struttura, substrato, strato termico, finitura etc.)
2) Tenere presente che Revit conteggia le quantità automaticamente, e quindi creare tutte le stratigrafie necessarie composte anche da uno  o due soli elementi ( mattone ed isolamento, solo isolamento ) che compaiono nella stratigrafie principali , di tamponamento o di divisione interna .

giunto d'angolo con AutoCad

giunto d'angolo con Rervit























Può sembrare che questo approccio sia di gran lunga più laborioso di AutoCad per il continuo passaggio nel pannello delle stratigrafie in cui reimpostare e salvare le tipologie di pacchetti necessari a risolvere il giunto, tuttavia facendo un pò la mano a questa operazione e collezionando col tempo le situazioni tipo che potrebbero verificarsi, come  se si tendesse a riprodurre tutte le soluzioni riscontrabili nell' abaco dei ponti termici,  poi si rende il processo sempre più snello ed automatizzato ottenendo l' indubbio vantaggio di veder computato negli abachi delle quantità muro l' esatto ammontare in mc o mq  delle quantità corrispondenti alla struttura, agli strati termici ed alla quantità di finitura, intonaco, e/o mattone a faccia vista o rivestimento, nelle murature da rappresentare, ciò anche laddove compare geometria solida integrata con la sezione di quest'ultimi .




Ricordarsi sempre che l' obbiettivo non è solodi natura meramente grafica e rappresentativa, ma che tutto quello che si rappresentata deve potere essere computato e riletto nella reportistica di scheduling o eventualmente importata inexcel o in Quantification di Naviswork.

giovedì 30 luglio 2015

Utilizzo dei modelli adattivi.

Terminata l'edizione di luglio 2015 del corso avanzato di progettazione Bim  tenuto  presso il Memotef di Economia  e Commercio della Sapienza  ed i risultati possono dirsi soddisfacenti.
Al di la della pedissequa ripetizione di modelli didattici che da lungo tempo servivano ad illustrare i concetti metodologici degli elementi adattivi, questa volta l' input di proporre un caso studio reale  contemporaneo, fornendo il  layout del sito in cui sorge il padiglione  della Malesia presso l' expo di Milano che come è noto , è caratterizzato da un involucro che  simula i semi della foresta pluviale variamente distribuiti sul terreno.
Sono state date inoltre indicazioni sulle matrici geometriche alla base della generazione del modello concettuale , e ovviamente una documentazione fotografica di base ,  il resto è stato fatto dagli allievi, in questa edizione , particolarmente  partecipativi.
 




Autore Gianluca Proietti


Corso avanzato





 
 
 
 
 
 
 


 L'elemento adattivo infatti apparso nella release 2013, è una particolare famiglia di Revit bi e tridimensionale  capace di adattarsi alla superfice di un elemento solido,  ripetendosi secondo un preciso "pattern"e secondo una opportuna scalatura di base che ne definisce la dimensione ricorrente,  assumendo talvolta le forme più disparate e complesse. Essi sono particolarmente adatti per rappresentare coperture anche di grandi dimensioni costitute da pannelli  vetrati od opachi ed  intelaiature in acciaio caratterizzate anche da sezioni tridimensionali personalizzate.

giovedì 23 luglio 2015

La modellazione tridimesionale

Ok c'è bisogno di una rappresentazione tridimensionale del progetto , allora adopero Revit.
Pensare in questi termini è tremendamente riduttivo! Il controllo tridimensionale è il risultato finale di una scelta qualitativa di elementi progettuali pensati per  la risposta a determinati requisiti funzionali ed estetici, ma  soprattutto nella gestione di tutte le informazioni .

Ogni  pilastro, muro, porta, finestra, ha dei requisiti qualitativi che rispondono a delle esigenze progettuali ben precise ed insieme restituiscono oltre che una visione estetica ed una analisi quantitativa e qualitativa del progetto consentendo tutte le scelte produttive che girano intorno alla realizzazione dello stesso.
Pertanto gli oggetti per quanto rifiniti , nella forma e nei materiali hanno in se delle caratteristiche che servono nel processo gestionale , descrittivo e computistico,  i più possono avere una serialità nel passaggio delle forme assumendo dimensioni che poi vengono tabellate in tipi.


domenica 19 luglio 2015

La riscossa del BIM

E così tutti verso il building information modeling, e già perchè si comincia a fare sul serio anche in Italia, ossia ad utilizzare una metodologia che porta in se tutte le informazioni ed i metadati di un progetto architettonico.
In effetti da gennaio 2016 le pubbliche amministrazioni  italiane avranno facoltà di emanare bandi e disciplinari improntati sulla metodologia bim e sembra che questa circostanza sia già da questi giorni accolta da parecchi enti che stanno formulando gare ed appalti in cui richiedono gli elaborati cartacei ed in forma digitale conformi prevalentemente allo standard rvt di Autodesk Revit.
Manca però , almeno per ora, la capacità di ritagliare i disciplinari su quelli che sono i contenuti tipici del bim cioè dare indicazioni su  quali e come devono essere impostati i dati che riguardano un progetto, cio che serve per valutare e quantificare un progetto ai fini della validazione.